Cos’è la Mindfulness (e cosa non è)

La Mindfulness non è rilassamento né svuotare la mente: è attenzione intenzionale al momento presente. Definizione precisa e sei grandi fraintendimenti.
Cos'è la Mindfulness e origini della Mindfulness
Illustrazione di Jorm Sangsorn
La parola “Mindfulness” è ovunque. La troviamo nelle app, nei titoli dei libri di self-help, nei programmi aziendali di benessere, nelle conversazioni quotidiane. Eppure, più diventa popolare, più si fa confusa. Viene associata al rilassamento, alla meditazione zen, alla spiritualità orientale, al pensiero positivo. Spesso viene fraintesa. E quando una pratica viene fraintesa, non funziona, o funziona in modo parziale.
Prima di chiederci come si pratica la Mindfulness, vale la pena capire davvero di cosa stiamo parlando.

Una definizione precisa

La Mindfulness è la traduzione inglese del termine pali Sati, che nei testi buddhisti del IV secolo a.C. indica una qualità mentale fondamentale: consapevolezza, attenzione, presenza. Jon Kabat-Zinn — il biologo molecolare del MIT che negli anni Settanta estrasse questa pratica dal contesto monastico per portarla in ambito medico — la definisce così:
La consapevolezza che sorge nel prestare attenzione, in modo intenzionale, al momento presente e in modo non giudicante.
Tre parole chiave in questa definizione meritano attenzione:
  • intenzionale,
  • momento presente,
  • non giudicante.

 

Intenzionale significa che non è qualcosa che accade per caso. Richiede una scelta deliberata di portare l’attenzione qui, ora. Momento presente significa che l’oggetto della nostra attenzione non è il passato che rimpiangiamo né il futuro che pianifichiamo, ma ciò che sta accadendo in questo preciso istante, nel corpo, nella mente, intorno a noi. Non giudicante significa che osserviamo senza classificare automaticamente ogni esperienza come buona o cattiva, desiderabile o da evitare.
In altre parole: la Mindfulness è la capacità di essere presenti a ciò che è, così com’è, senza il filtro automatico delle nostre reazioni abituali.

Origini della Mindfulness

Le radici della Mindfulness affondano nella tradizione buddhista, dove la pratica della consapevolezza è stata sviluppata per promuovere la saggezza e la consapevolezza. Essa si basa sul “Nobile Ottuplice Sentiero“, insegnato dal Buddha, che include la consapevolezza come uno degli strumenti essenziali per l’illuminazione.

Il Satipatthana Sutta, un antico testo del IV secolo a.C., descrive dettagliatamente questa pratica, considerata fondamentale nella tradizione buddhista. Nel corso dei secoli, la pratica della consapevolezza si è evoluta e diffusa in tutto il mondo, diventando oggi una delle tecniche meditative più praticate.

Nel XX secolo, la meditazione Mindfulness ha attirato l’attenzione degli studiosi occidentali grazie a figure come Jon Kabat-Zinn, che ha sviluppato il programma Mindfulness-Based Stress Reduction (programma MBSR, integrando la Mindfulness nel contesto medico. Negli ultimi decenni, questa pratica è diventata sempre più popolare, utilizzata per migliorare la salute mentale e fisica in tutto il mondo.

Cosa non è — e perché conta chiarirlo

Avvicinarsi alla Mindfulness con le idee sbagliate è uno dei motivi più comuni per cui le persone abbandonano la pratica dopo poche settimane. Vale dunque la pena smontare i fraintendimenti più diffusi.
  • Non è una tecnica di rilassamento. Il rilassamento può essere un effetto collaterale benvenuto, ma non è l’obiettivo. Se ci sediamo a meditare con la speranza di rilassarci, e invece troviamo agitazione, pensieri insistenti o disagio fisico, ci sentiremo frustrati, come se stessimo sbagliando qualcosa. La Mindfulness non promette stati piacevoli: promette presenza. E la presenza include anche ciò che è difficile.
  • Non significa svuotare la mente. Questo è forse il malinteso più diffuso. La mente produce pensieri, è la sua funzione naturale, come il cuore pompa sangue. Non possiamo fermarla. Quello che la Mindfulness allena è qualcosa di diverso: la capacità di osservare i pensieri senza esserne trascinati, di riconoscere che un pensiero è solo un pensiero, non un ordine, non una verità assoluta, non la realtà.
  • Non è evitare le esperienze spiacevoli. Al contrario. La pratica ci chiede di stare con ciò che è difficile, dolore fisico, emozioni scomode, pensieri che preferiremmo non avere, senza fuggire e senza amplificare. Questa capacità di stare con l’esperienza, anziché combatterla o ignorarla, è uno degli effetti più profondi e duraturi della pratica.
  • Non è diventare impassibili. La consapevolezza non ci trasforma in persone distaccate, fredde o indifferenti. Non ci chiede di non sentire. Ci chiede di sentire con più chiarezza, di vedere le emozioni come sono, senza le difese e le reazioni automatiche che di solito le avvolgono.
  • Non è la ricerca della beatitudine. Durante la meditazione possono emergere stati di calma profonda, leggerezza, persino gioia. Sono esperienze reali e preziose. Ma se li cerchiamo come obiettivo, li trasformiamo in aspettative, e le aspettative non soddisfatte diventano nuove fonti di tensione.
  • Non è una religione. Le radici della Mindfulness affondano nella tradizione buddhista, ed è giusto riconoscerlo. Ma la pratica come la conosciamo oggi, in particolare il protocollo MBSR sviluppato da Kabat-Zinn, è completamente laica. Non richiede adesione ad alcuna credenza spirituale o religiosa. Può essere praticata da chiunque, indipendentemente dal proprio orientamento.

Un’attitudine, non una tecnica

Quello che emerge da tutto questo è che la Mindfulness non è primariamente una tecnica: non è solo sedersi su un cuscino per venti minuti. È un’attitudine, un modo di porsi verso l’esperienza. Un modo di essere, prima ancora che di fare.
Le sue radici storiche sono antiche: il Satipatthana Sutta, uno dei testi fondamentali del buddhismo Theravada, descrive in modo dettagliato la pratica dell’attenzione consapevole al corpo, alle sensazioni, alla mente e ai fenomeni mentali. Da quel testo di duemilacinquecento anni fa a oggi, la sostanza non è cambiata. Ciò che è cambiato è il contesto: la ricerca scientifica moderna ha confermato ciò che i praticanti sapevano già, misurando gli effetti della pratica sul cervello, sul sistema nervoso, sulla salute fisica e mentale.
La Mindfulness, in questo senso, non è né nuova né antica. È semplicemente la capacità, che tutti abbiamo, e che tutti possiamo coltivare, di essere qui, ora, con quello che c’è.

Da dove cominciare

Non è necessario capire tutto per iniziare. È sufficiente iniziare con una cosa sola: portare attenzione al respiro per qualche minuto, una volta al giorno, senza aspettarsi nulla di particolare. Questa pratica semplice, ripetuta con regolarità, è già Mindfulness. Tutto il resto viene dopo.

Ecco altri suggerimenti per iniziare:

  1. Meditazione del respiro: dedichiamo alcuni minuti al giorno a concentrarci sul nostro respiro, osservando l’inspirazione e l’espirazione senza giudizio.
  2. Camminata consapevole: durante una passeggiata, focalizziamo l’attenzione sulle sensazioni dei piedi che toccano il suolo, sui suoni e sugli odori intorno a noi.
  3. Body scan: sdraiamoci e portiamo l’attenzione a diverse parti del corpo, notando le sensazioni presenti senza cercare di modificarle.
  4. Pratica informale: integra la consapevolezza nelle attività quotidiane, come mangiare, lavarsi i denti o fare la doccia, prestando attenzione alle sensazioni e alle esperienze del momento.

 

Per un approfondimento invitiamo alla lettura dell’articolo come iniziare a praticare la meditazione Mindfulness.

Risorse per approfondire la Mindfulness

La pratica della consapevolezza può essere praticata in modo semplice e accessibile, adatta a tutti i livelli di esperienza e disponibile in molte forme. Se desiderate comprendere maggiormente cos’è la Mindfulness e approfondire il tema, suggeriamo:

Apprfondimenti scientifici

Mindfulness Interventions
Creswell, J. D. (2016)
https://www.annualreviews.org/doi/10.1146/annurev-psych-042716-051139

Mindfulness-based interventions for chronic pain: Evidence and applications
Majeed, M. H., Ali, A. A., & Sudak, D. M. (2018)
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1876201817304276?via%3Dihub

Home practice in Mindfulness-Based Cognitive Therapy and Mindfulness-Based Stress Reduction
Parsons, C. E., Crane, C., Parsons, L. J., Fjorback, L. O., & Kuyken, W. (2017)
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0005796717300979?via%3Dihub

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