Lascia che sia respiro: poesia Mindfulness sul Non Sforzo

Il Non Sforzo nella Mindfulness attraverso la poesia “Lascia che sia respiro”. Un invito a lasciare andare le aspettative e il perfezionismo, abbracciando il momento presente come un respiro.
Lascia che sia respiro

Ho cercato di mettere in prosa il mio sentire sul pilastro della Mindfulness del Non risultato, del non sforzo. La poesia “Lascia che sia respiro” è un invito a guardare al momento presente con un atteggiamento di accettazione totale, un elemento essenziale nella pratica della consapevolezza.

Lascia che sia respiro

Lascia che sia respiro.

Non c’è nulla da sistemare,
nulla da migliorare,
nessun traguardo da raggiungere. Il momento presente è sufficiente, completo nella sua imperfezione.

Come l’albero non si affanna per crescere, come il fiume non lotta per scorrere, lascia andare il peso di dover essere altro da ciò che già sei.

Respira,
e lascia che il respiro trovi la sua strada, che il cuore batta nel suo ritmo,
che la mente sia come il cielo, lasciando passare le nuvole.

Siediti in questo istante,
senza pretese, senza fretta.
Qui non c’è vittoria, né sconfitta.
Solo l’essere, senza dover essere di più.

Il pilastro del Non Risultato

Il pilastro del Non Risultato, o del non sforzo ci suggerisce di non agire per ottenere un risultato, ma di permettere a ogni esperienza di esistere così com’è, senza la pressione di cambiarla o migliorarla. La poesia inizia con un messaggio chiaro: “Non c’è nulla da sistemare, nulla da migliorare, nessun traguardo da raggiungere.” Queste parole sfidano l’idea comune di doversi sforzare sempre per essere qualcosa di più, per fare di più. Qui, al contrario, siamo invitati a fermarci e riconoscere la sufficienza del momento presente, un concetto che può apparire controintuitivo ma che, con il tempo, si rivela essenziale per una vita consapevole.

Come l’albero non si affanna per crescere, come il fiume non lotta per scorrere, la poesia ci ricorda come la natura si sviluppi spontaneamente, senza ansia né fretta. È un’analogia potente per chi si avvicina alla Mindfulness, poiché ci permette di vedere la possibilità di una crescita interiore che avviene senza pressione. Accettare questo flusso naturale ci libera dal senso di urgenza e dal peso delle aspettative.

In fondo, il Non risultato è proprio questo: trovare una quiete che ci restituisce a noi stessi, liberi dalle aspettative, dal giudizio e dal senso di inadeguatezza. Questo stato è descritto nella poesia quando ci invita a “lasciare che il respiro trovi la sua strada, che il cuore batta nel suo ritmo, che la mente sia come il cielo, lasciando passare le nuvole.” Ogni esperienza, ogni emozione o pensiero, come le nuvole, passa e cambia forma; il nostro compito è osservarli senza identificarci o attaccarci a essi.

Una nuova prospettiva

Il Non sforzo nella pratica Mindfulness ci offre una nuova prospettiva: piuttosto che cercare di raggiungere una meta, siamo invitati a sederci in questo istante, “senza pretese, senza fretta.” Questo ci permette di vivere un’esperienza autentica del presente, in cui, come dice la poesia, “non c’è vittoria, né sconfitta.” È solo l’essere, in tutta la sua autenticità, a darci pace.

Lascia che sia respiro ci parla del valore del lasciar andare, dell’abbandonare l’idea che dobbiamo costantemente provare a migliorare noi stessi. Ci invita a sederci, a respirare, a vivere questo istante come completo e sufficiente. Il pilastro del Non risultato, infatti, non è assenza di crescita o di evoluzione, ma riconoscimento che ciò che siamo in questo momento ha valore, così com’è. Ed è abbastanza.

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